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Salute & cura

Otite nel cane: segni, cura delle orecchie e quando andare dal veterinario

Salute & cura · 9 min · Aggiornamento agosto 2026
Adorable dog with one floppy ear on a green background in Bristol, UK.
Foto: Paul Groom Photography Bristol / Pexels

Il cane scuote la testa, si gratta l'orecchio, lo tiene storto – e ne sale un odore forte: molti proprietari conoscono questi segni, perché l'otite è tra i disturbi più frequenti nel cane. In termini medici si parla di otite esterna, un'infiammazione del condotto uditivo esterno. È fastidiosa, se non dolorosa, per l'animale, e ha quasi sempre una causa che va individuata – solo così la si può trattare in modo mirato e, soprattutto, prevenire in futuro.

In questa guida vediamo con calma da cosa si riconosce un'otite, come insorge, quali cani ne sono particolarmente soggetti e come curare correttamente le orecchie senza esagerare. Ma soprattutto chiariamo perché, in caso di problemi alle orecchie, la strada porta sempre dal veterinario – e perché non bisogna mai improvvisare da soli con gocce o rimedi casalinghi.

Da cosa si riconosce un'otite

Il segno più evidente è lo scuotimento frequente della testa: il cane cerca di liberarsi della sensazione fastidiosa nell'orecchio, come se vi fosse entrato qualcosa. Spesso si aggiunge un grattarsi vigoroso, e molti cani tengono la testa inclinata da un lato. Alcuni strofinano l'orecchio contro il pavimento, il tappeto o i mobili per trovare sollievo.

Un altro netto segnale d'allarme è l'odore. Un orecchio infiammato emana un odore forte e sgradevole, spesso dolciastro. Se guardi all'interno, l'orecchio può apparire arrossato e gonfio, e spesso si nota una secrezione brunastra o giallastra, oppure un eccesso di cerume. L'orecchio è di solito sensibile al tatto – il cane si ritrae o guaisce quando lo tocchi, perché fa male. Nei casi gravi o di vecchia data può risultare compromesso perfino l'udito. Appena noti uno di questi segni, guarda più da vicino – e intervieni.

A close-up image capturing the texture and detail of a dog's ears from behind in a green outdoor setting.

Come insorge un'otite

Un'otite non piove dal cielo: ha sempre un fattore scatenante, e spesso più d'uno agiscono insieme. Un fattore molto frequente è l'umidità. Se dopo il bagno o una nuotata rimane acqua nel condotto, si crea un clima caldo e umido in cui i germi prosperano. Si parla volentieri di "orecchio del nuotatore". Come lavare il cane proteggendone le orecchie lo spieghiamo nel nostro articolo sul bagno e la nuotata.

La causa più frequente delle otiti croniche o ricorrenti resta però le allergie – per esempio a componenti dell'alimentazione o a sostanze ambientali. Rendono più fragile la pelle dell'orecchio, così che le infiammazioni si ripresentano di continuo. Tra gli altri possibili fattori scatenanti: gli acari dell'orecchio, che compaiono soprattutto nei cani giovani (ne parliamo nella nostra checklist del cucciolo), e i corpi estranei – d'estate sono spesso i forasacchi, le spighe secche e appuntite delle graminacee che si conficcano nell'orecchio durante la passeggiata. Anche batteri e lieviti (Malassezia) sono spesso in gioco; si moltiplicano tanto più facilmente in un orecchio caldo e umido.

Close-up portrait of a cute French Bulldog puppy with a white background.

Quali cani sono particolarmente a rischio

La tendenza alle otiti dipende anche dalla conformazione fisica. I cani con condotti uditivi stretti o molto pelosi sono svantaggiati, perché aria e secrezioni defluiscono peggio. E i cani dalle lunghe orecchie pendenti portano l'orecchio come un coperchio sopra il condotto: sotto fa caldo e umido, l'aria non circola quasi – condizioni ideali per un'infiammazione. Tra le razze più soggette figurano per esempio il Cocker Spaniel, il Labrador, il Barboncino e il Basset.

Per le orecchie molto pelose può essere utile tenere corti i peli del condotto, in modo accurato e regolare, così che l'aria raggiunga meglio l'orecchio. Se e come farlo per il tuo cane, parlane preferibilmente con il veterinario o con un toelettatore – perché una depilazione fatta male può anche irritare la pelle.

Charming close-up of a cute puppy with soft fur looking directly at the camera, showcasing innocent eyes.

Pulire le orecchie nel modo giusto – e quando è meglio evitare

Orecchie di cane sane non hanno bisogno di una pulizia quotidiana – anzi: pulire troppo danneggia più di quanto aiuti, perché si altera la pellicola protettiva naturale. Pulisci quindi le orecchie solo quando sono visibilmente sporche, senza esagerare.

E quando pulisci, fallo bene. Usa esclusivamente un detergente auricolare adatto ai cani, mai alcol, olio o altri rimedi casalinghi. Punto fondamentale: non usare cotton fioc e non spingere nulla in profondità nel condotto. Il cotton fioc non fa che spingere lo sporco più all'interno e può, nel peggiore dei casi, ferire il timpano. Pulisci solo la parte esterna e visibile dell'orecchio – con il detergente e un panno morbido o un dischetto di cotone. E dopo la nuotata o il bagno, asciuga delicatamente le orecchie tamponando, perché non vi resti umidità.

A detailed side profile of a dog with focused eyes captured outdoors in Bibra Lake.

Guardare e annusare con regolarità

La miglior prevenzione è un'occhiata calma e regolare dentro l'orecchio. Abitua il tuo cane fin da piccolo a farsi sollevare le orecchie e guardare all'interno – idealmente associando il gesto a lodi e a un premietto. Un orecchio sano è rosa pallido all'interno, pulito, e ha un odore neutro. Durante il controllo fai attenzione ad arrossamenti, gonfiore, secrezioni scure e soprattutto all'odore: un orecchio dall'odore forte è quasi sempre un segno precoce. Soprattutto nelle razze dalle orecchie pendenti, questo breve controllo una o due volte a settimana permette di accorgersi presto dei problemi, prima che si radichino.

A close-up portrait of a black and white Cocker Spaniel dog indoors, staring attentively.

Quando andare dal veterinario

Ed ecco il punto più importante di questa guida: al minimo segno di infiammazione il cane deve andare dal veterinario – senza aspettare che soffra visibilmente. Solo il veterinario può stabilire che cosa scatena l'infiammazione e verificare, con un otoscopio, che il timpano sia integro. È decisivo, perché certi trattamenti non vanno applicati quando il timpano è danneggiato.

Per questo: non trattare mai di tua iniziativa. Non ricorrere a gocce avanzate da una volta precedente, né alle gocce di un altro cane, né a rimedi casalinghi. Ciò che ha aiutato l'ultima volta può essere la scelta sbagliata oggi – la causa potrebbe essere tutt'altra – e, nel caso peggiore, aggravi l'infiammazione. È il veterinario, e solo lui, a decidere il trattamento una volta chiarita la causa. Trovi uno studio veterinario vicino a te nella nostra directory.

Quando l'infiammazione torna di continuo

Certi cani accumulano un problema d'orecchio dopo l'altro: appena un'infiammazione è guarita, comincia la successiva. In questi casi non basta trattare sempre e solo l'infiammazione acuta – bisogna trovare e affrontare la causa di fondo. Molto spesso, come detto, dietro c'è un'allergia. Una volta riconosciuta e gestita, le orecchie spesso si calmano nettamente.

Ci vuole a volte un po' di pazienza e un accertamento approfondito dal veterinario, ma ne vale la pena: il tuo cane si libera dei fastidiosi scuotimenti di testa e del prurito, e voi spezzate il circolo delle infiammazioni ricorrenti. Con un'osservazione attenta, una cura misurata e il giusto aiuto competente, le orecchie del tuo cane restano sane – e lui può continuare a esplorare e ad ascoltare il mondo con leggerezza.

Nota: questa guida offre un orientamento generale e non sostituisce una visita o una consulenza veterinaria. In caso di problemi di salute o di emergenza, rivolgiti al tuo veterinario.

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