Abituare cane e gatto: come farli convivere

« Come cane e gatto »: si dice di due che non si sopportano. Come regola generale, però, l'immagine è sbagliata. Con un inserimento lento e ben gestito, e un po' di rispetto per il carattere di ciascuno, la stragrande maggioranza di cani e gatti impara a vivere sotto lo stesso tetto. Alcuni diventano perfino grandi complici, che sonnecchiano insieme sul divano e si salutano la mattina sulla porta della cucina.
Quasi tutto si gioca all'inizio. Mettere i due animali uno di fronte all'altro sperando che se la sbrighino da soli significa rischiare una falsa partenza, poi difficile da recuperare. Al contrario, prendersi il tempo, procedere a piccoli passi e rispettare il ritmo del gatto significa gettare le basi di una convivenza serena. Un principio prima di ogni altra cosa: si procede sempre con premi e calma, mai con la forza o la punizione.
Un'altra cosa: mantieni aspettative realistiche. Che i due diventino inseparabili o che si incrocino con educazione senza cercarsi, in entrambi i casi è un successo. L'importante è che nessuno viva in stress costante.
Prima del primo incontro
L'errore più comune è l'incontro in corridoio già il primo giorno. Sistema prima il nuovo arrivato in una stanza tutta sua, dove possa ambientarsi con calma. Ci metti il cibo, l'acqua, una cuccia comoda e, per il gatto, la lettiera. L'animale si abitua così dolcemente agli odori sconosciuti, ai rumori e alla disposizione dei luoghi, senza trovarsi subito muso a muso con l'altro.
In questi primi giorni si lavora con il naso, non con gli occhi. Scambia le coperte o le cucce e infila nella stanza del gatto una coperta con l'odore del cane, e viceversa. Ognuno associa così l'odore dell'altro alla propria quotidianità rassicurante, molto prima di vederlo.
Un passaggio che funziona bene: l'annusata sotto la porta chiusa. Cane e gatto si percepiscono, ma non possono raggiungersi. Se restano calmi entrambi, premiali con un bocconcino o una parola gentile, da entrambi i lati della porta. Il vero primo incontro sarà così molto meno una sorpresa.

Il primo incontro: breve e controllato
Quando entrambi sembrano rilassati, arriva il primo incontro a vista. Fallo di proposito breve e tranquillo. Il cane sta al guinzaglio morbido e resta il più possibile calmo; un cane stanco è un candidato molto migliore, quindi concedigli una bella passeggiata poco prima. Il gatto, invece, resta libero: deve poter decidere lui se avvicinarsi o se preferisce tenere le distanze. Proprio questa libertà di scelta gli toglie la pressione.
Non forzare mai il contatto. Non si porta nessuno verso l'altro, non si trattiene nessuno perché l'altro possa annusarlo. Premia piuttosto la calma: se il cane distoglie tranquillo lo sguardo invece di fissare il gatto, lode e bocconcino. Se il gatto resta tranquillo invece di soffiare, lo stesso.
Chiudi l'incontro finché va ancora bene, meglio un minuto troppo presto che uno troppo tardi. Un finale positivo è ciò che resta in memoria. Poi ripeti, giorno dopo giorno, allungando pian piano i momenti condivisi. I secondi diventano minuti, e i minuti, un giorno, una convivenza tranquilla nella stessa stanza.

Il gatto ha bisogno di vie di fuga e rifugi
Un gatto si sente al sicuro solo se può sottrarsi in qualsiasi momento, meglio ancora verso l'alto. Fai in modo che questa via gli resti sempre aperta. In concreto può voler dire:
- un tiragraffi stabile o mensole alte su cui saltare
- un cancelletto che solo il gatto, agile, può superare, non il cane grosso
- almeno una stanza che resta del tutto chiusa al cane
- vie di fuga libere, che il cane non può bloccare con il corpo
Questi rifugi non sono un lusso, sono la base di tutto. Un gatto che sa di potersi mettere al riparo quando vuole resta molto più sereno, e un gatto sereno provoca meno il cane. Assicurati solo che queste zone restino davvero senza cane e ben stabili, altrimenti il gatto perde fiducia nel suo stesso rifugio.

Ciotole separate, lettiera separata
Intorno al cibo la tensione sale in fretta, perciò dai da mangiare a cane e gatto separatamente. Il modo più semplice è mettere il gatto in alto, sul davanzale, su una mensola o dietro il cancelletto, così mangia tranquillo e il cane non arriva alla sua ciotola. Niente gelosia per il cibo, niente zuffe quando uno finisce prima dell'altro.
Anche l'acqua del gatto e soprattutto la lettiera devono restare fuori dalla portata del cane. Che un cane si serva nella lettiera è un grande classico: per lui uno spuntino, per te una bella seccatura e per il gatto un motivo per evitare la cassetta. Eviti tutto questo mettendo la lettiera dove arriva solo il gatto: dietro un cancelletto, in una stanza con gattaiola o in alto. Queste risorse separate tolgono di mezzo molti conflitti quotidiani, perché ognuno ha il suo angolo sicuro per mangiare, bere e fare i bisogni.

Non lasciarli mai soli senza sorveglianza
Per quanto vada bene: non lasciare cane e gatto da soli insieme finché non ti fidi del tutto della loro relazione. All'inizio la regola è semplice: sempre presente, sempre un occhio su di loro. Ciò che in tua presenza sembra armonioso può cambiare senza di te, e un solo brutto episodio vi fa arretrare di diverse settimane.
Quando esci di casa, separali: il cane nel suo spazio, il gatto nel suo, basta una porta chiusa o un cancelletto solido. Non è un processo alle intenzioni, è l'opzione sicura, il tempo di verificare per diverse settimane che restino rilassati anche nei momenti tranquilli. Il primo momento senza sorveglianza sceglilo con consapevolezza, e tardi: meglio qualche settimana di prudenza in più che una volta troppo presto.

Leggere bene il linguaggio del corpo
Entrambi gli animali ti dicono in continuazione come stanno, basta guardare. Un cane che si irrigidisce, fissa il gatto e non risponde più quando lo chiami è troppo eccitato: qui si rallenta subito e si rimette distanza. Un gatto che soffia, fa la gobba, si appiattisce o si ritrova bloccato in un angolo lo dice chiaramente: troppo, troppo in fretta. Qualche segnale d'allarme davanti al quale fare un passo indietro:
- il cane fissa immobile il gatto, guaisce o tira teso al guinzaglio
- il gatto soffia, ringhia, gonfia la coda o appiattisce le orecchie
- uno dei due si blocca del tutto o cerca di fuggire in preda al panico
- il gatto evita all'improvviso certe stanze, la lettiera o l'angolo del cibo
Punto essenziale: soffiare e ringhiare non sono maleducazione, ma comunicazione. Vogliono dire « per me è troppo ». Non punire mai questi segnali: togliere l'avvertimento significa rischiare, la volta dopo, di non avere più alcun preavviso. Prendi sul serio il messaggio, fai un passo indietro e riprova più piano. Al contrario, i segnali rilassati come una postura sciolta, pasti e sonno normali nella stessa stanza, o un'annusata curiosa invece che fissa, ti mostrano che sei sulla strada giusta.
Cucciolo, gattino o cane con forte istinto predatorio?
Quanto sia facile l'inserimento dipende molto dai singoli individui. I cuccioli e i gattini di solito se la cavano meglio: ancora malleabili, curiosi, senza brutte esperienze alle spalle. Se crescono insieme, la questione spesso si risolve da sola.
Più delicato è il caso di un cane adulto con forte istinto predatorio o di inseguimento. Per lui un gatto che scappa può far scattare per riflesso la voglia di rincorrerlo; niente a che vedere con la cattiveria, è istinto. Qui servono più prudenza, più gestione e, di regola, più tempo: guinzaglio con costanza, tanti premi per la calma, e nessuna situazione in cui il cane possa mettersi a inseguire il gatto. Non tutte le combinazioni si risolvono in ogni caso, ma moltissime ci riescono, con pazienza.
Se hai dubbi o se qualcosa non va, fatti aiutare presto. Una buona scuola per cani o un professionista del comportamento vede cose che a noi sfuggono, e vi risparmia parecchie deviazioni. Non è un'ammissione di fallimento, è senso di responsabilità.
La pazienza, e il bel finale
In fondo la pazienza è l'ingrediente numero uno. A seconda dei due animali, l'abitudine richiede qualche giorno, qualche settimana, a volte di più. Non lasciarti scoraggiare. Ogni momento tranquillo condiviso, ogni convivenza rilassata è un passo nella direzione giusta.
Procedi sempre al ritmo del gatto, lavora con il premio invece che con la pressione, e festeggia i piccoli progressi. E poi arriva quel giorno in cui il cane resta sdraiato a sbadigliare mentre il gatto attraversa la stanza con passo tranquillo, e nessuno ci fa più un dramma. È esattamente ciò a cui stai puntando.
Sei ancora agli inizi con il cane? La nostra guida al cucciolo raccoglie tutto per partire bene, e se l'adozione deve ancora arrivare, conviene leggere prima quale razza è adatta a chi, istinto di caccia compreso. E se desideri un accompagnamento personalizzato per l'inserimento, il nostro elenco di scuole per cani e professionisti ti aiuta a trovare il supporto giusto vicino a te.